
Manovra e invalidi: un primo risultato grazie alla mobilitazione in piazza delle persone con disabilità e loro organizzazioni.Tra le 4000 persone anche le famiglie dell'ABC Sardegna, in rappresentanza anche della Consulta Provinciale di Cagliari...
Si è levato da Piazza Monte Citorio un applauso liberatorio quando gli organizzatori hanno annunciato che entrambi gli obiettivi della mobilitazione sono stati centrati.

Leggi la lettera del Presidente Pietro Barbieri alle associazioni
> Roma 12 luglio 2010
>
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> Alle associazioni aderenti
> Al Consiglio Direttivo Nazionale
> Alla Giunta Esecutiva Nazionale
> Al Collegio dei Revisori dei Conti
> Al comitato dei Garanti
Care amiche e cari amici,
la manifestazione del 7 luglio rappresenta una svolta della nostra capacità politica. Ci siamo misurati con il più forte membro dell’esecutivo e con la sua politica. E abbiamo vinto.
Abbiano ripristinato le condizioni minime (pensione di invalidità ed indennità di accompagnamento) fin qui garantite alle persone con disabilità ed alle loro famiglie, per poter provare ad evitare l’istituzionalizzazione.
Molti erano scettici: questa volta la campagna sui “falsi invalidi” era ben congeniata, poderosa, infiltrante. Apparentemente incontestabile. Si poggiava sulla crisi greca nei cui conti si voleva trovare un eccesso di lassismo nell’erogazione degli emolumenti di invalidità, come riportavano i maggiori quotidiani nazionali sulle prime pagine.
L’equazione mediatica tra la nostra presunta indulgenza sulle pensioni e sulle indennità, la crisi dell’euro, il tracollo della nostra economia era pronta sul piatto per essere utilizzata.
A ciò si prestava anche la lettura della Cgia di Mestre sui dai della crescita della spesa sulle invalidità. Ricordo che il Centro studi della Cgia offre importanti analisi socio-economiche ai policy ed opinion maker, e da quindici anni segna il dibattito sulle politiche economiche dei governi. Il suo presidente Giuseppe Bortolussi è stato candidato alla presidenza della Regione Veneto per il centro sinistra nelle ultime regionali.
A corredo della descrizione del clima, nessun giornale metteva in discussione le veline del governo, nemmeno quelli che normalmente spaccano il capello in quattro pur di contrastare il potere.
Per portare un esempio, ricordo che Paolo Mieli, già direttore del Corriere, affermò che l’unica misura della manovra che avrebbe funzionato, era quella che riguardava i “falsi invalidi”, prima ancora che il testo del ddl fosse reso disponibile.
Tanto tuonò che piovve. Chi da molti anni segue l’andamento del dibattito sull’indennità di accompagnamento, mai aveva visto scritto, seppur in una bozza, che quell’istituto sarebbe stato legato al reddito. Ne avevamo sentito parlare, ma nessuno s’era spinto fino al punto di metterlo nero su bianco.
Tutte le più nefaste previsioni venivano confermate.
A questo punto era difficile trovare alleanze. Altri erano i temi dominanti della manovra sui quali il dibattito si concentrava. I giornali, i talk show televisivi, le dichiarazioni e i documenti di partiti, sindacati e le rappresentanze delle autonomie locali, si avvitavano legittimamente su altre questioni, lasciando campo libero agli esponenti di maggioranza nel sostenere che in Italia ci sarebbero troppi “falsi invalidi”.
Qualche breccia tra i partiti d’opposizione e tra i sindacati, si scorgeva. La nostra campagna di informazione – che è stata accurata, decisa, frenetica e ha usato i linguaggi giusti e tutti gli strumenti disponibili - cominciava a dare i suoi frutti.
La vera manovra arrivò e fu una sorpresa: via i tagli annunciati all’indennità, dentro uno nuovo, quello agli assegni per gli invalidi parziali. Se da un lato si provava euforia per il pericolo scampato (anche grazie al nostro lavoro), dall’altro la partita si faceva più complicata poiché il nuovo provvedimento colpiva solo le persone con disabilità, non gli anziani.
L’esiguo risparmio (10 milioni di euro sui 24 miliardi dell’intera manovra), assieme alla discriminazione evidente, ci diede un’argomentazione poderosa che cominciò a farsi largo fino alle dichiarazioni del Capogruppo Pdl al Senato Gasparri e del relatore di maggioranza, nonché Presidente della Commissione Bilancio Azzollini. Con quest’ultimo abbiamo tenuto i rapporti attraverso la senatrice Pd Baio Dossi e il Capogruppo Pd in Commissione Giarretta, che hanno tollerato le nostre chiamate ad ogni ora del giorno e della notte, nemmeno esclusi i fine settimana.
I nostri emendamenti poi hanno contribuito a darci credibilità nella maggioranza e nel Governo: erano chiari, netti, indicavano strade e soluzione diverse ma di pari rigore e di maggiore efficacia.
Poi è arrivato l’emendamento del relatore, una doccia fredda: ulteriori disposizioni discriminatorie e anticostituzionali fra invalidi parziali e, soprattutto, nuovi criteri medico legali per l’indennità di accompagnamento.
La manifestazione unitaria indetta è stata determinante per il ritiro dei provvedimenti su assegni e indennità. Sia il Ministro Sacconi, per voce del suo capo segreteria Malagola (che ha tentato ogni mediazione), sia il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Letta, nel comunicarci il 6 luglio verso le 15.00 che il Governo si apprestava a ritirare le due misure, ci chiedevano di annullare la manifestazione.
In pieno accordo con la Fand, abbiamo risposto che ciò sarebbe accaduto solo se l’emendamento fosse stato presentato ed approvato immediatamente, o perlomeno il Ministro dell’Economia avesse dichiarato tale intenzione pubblicamente ed in prima persona. E quindi la manifestazione s’è fatta.
La manifestazione è stata enormemente partecipata, più di ogni più rosea aspettativa, dato che vi sono stati 4 giorni lavorativi per organizzarsi.
È stata una manifestazione viva, piena di futuro, che ha invertito il canone della sofferenza. Una manifestazione di cittadini, non di malati. Si sono attivate quasi tutte le associazioni Fish e i livelli territoriali. L’eterogeneità dei nostri striscioni e delle nostre bandiere, restituiva un senso di comunità fuori dal comune.
Non si è evidenziata la tipica tentazione di primogenitura o di esibizione “muscolare” di numeri o di dimensione dello striscione, ma dominava un mondo colmo di diversità, non standardizzabili, neanche in un simbolo unico. Non può non essere sottolineato lo sforzo di essere così tanti e di provenienze di ogni angolo del Paese.
Il nostro successo, quindi, non si limita quindi all’aver mantenuto lo status quo:
- abbiamo dato una spallata al Ministro dell’Economia ed alle sue tesi, cosa che non riesce neanche al Presidente del Consiglio Berlusconi;
- abbiamo restituito vigore alla richiesta di approvazione dei Lea sanitari, o perlomeno alla richiesta di stralcio della parte riguardante gli ausili ed i servizi territoriali;
- abbiamo creato un nuovo asse con il Ministro Sacconi e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Letta, dopo aver sconfitto il loro esplicito scetticismo, i quali si sono impegnati non solo per l’Osservatorio ma anche per un tavolo più ristretto con Mef e Inps dove affrontare tutti i temi che la questione invalidità porta con se (accertamenti, verifiche, modalità erogative, art 24 legge 328/00 ecc.);
- abbiamo creato argomentazioni riprese anche pubblicamente dal presidente della Conferenza delle Regioni Errani e dall’autorevole presidente della Regione Lombardia Formigoni, uscendo dal rapporto sotteraneo con il loro coordinamento delle politiche sociali;
- abbiamo rilanciato il rapporto coi sindacati nelle loro espressioni più importanti;
- abbiamo ricreato un rapporto con le forze politiche rappresentate in parlamento e non, di maggioranza (ostili alle nostre tematiche) e di opposizione; per questi ultimi va sottolineato l’attenzione e l’impegno del segretario Pd Bersani in prima persona;
- il nostro ufficio stampa, anche attraverso l’impegno di Franco Bomprezzi, ha rivoltato il dibattito sui media guidato prima unicamente da veline, entrando in relazione con le nostre argomentazioni con giornalisti di tutte le testate; il giorno 6 luglio, nel pomeriggio sera, la notizia del ritiro dei provvedimenti sulle invalidità civili primeggiava nei titoli dei telegiornali e nelle homepage di tutti i giornali nazionali, ed il 7 era sulle prime pagine dei principali quotidiani;
- abbiamo raccolto in 4 giorni una quantità di adesioni – non sollecitate - oltre ogni aspettativa, ponendoci al centro delle dinamiche politiche e sociali del nostro Paese;
- abbiamo creato un sentimento comune con la Fand, a partire dalla nostra capacità di traino e di credibilità politica.
Non era facile. Non c’erano i tempi, né le condizioni. Abbiamo contato sulle nostre forze, i collaboratori più preparati e determinati, a partire da Carlo Giacobini.
Da più parti emerge la richiesta di capitalizzare il successo. È una bella sfida dato che il cabotaggio sul quale siamo tarati è assai inferiore.
Abbiamo grandi capacità di analisi sui diritti di cui abbiamo riempito il web, riviste e libri, e leadership capaci e lungimiranti.
Abbiamo però alcuni limiti evidenti: la descrizione tecnicamente valida dell’impatto dei diritti che rivendichiamo sulle politiche pubbliche e sull’economia; il sostegno - legato unicamente ai progetti – alle collaborazioni tecniche che rendono operativo ogni dimensione politica relativa si diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari. Ecco i nodi affrontati i quali, il nostro movimento potrà fare un ulteriore salto di qualità, assumendo il ruolo di guida forte ed indiscutibile sulla disabilità in Italia.
Queste considerazioni devono trovare un luogo di discussione nei tempi più rapidi possibile, compatibili con le vacanze estive. Fin d’ora quindi vi annuncio la convocazione a Roma del Consiglio Direttivo Nazionale per il 19 settembre 2010, a margine della Premiazione del Concorso “Sapete come mi trattano?” che si terrà il 18 settembre 2010, auspicando la massima partecipazione.
In allegato vi invio una descrizione più dettagliata dei passaggi politici ed operativi a cura di Carlo Giacobini e tratta dal sito www.handylex.org .
Un caro saluto
Il Presidente Fish
Pietro Vittorio Barbieri
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I convenuti alla Manifestazione indetta da FAND e FISH hanno appreso pressoché in diretta che, nel testo approvato definitivamente dalla Commissione Bilancio del Senato, è scomparso qualsiasi riferimento restrittivo all’indennità di accompagnamento. Che l’altro obiettivo fosse stato raggiunto era già noto da ieri sera: Azzollini, relatore di Maggioranza in Commissione Bilancio, aveva confermato l’abrogazione dell’innalzamento della percentuale di invalidità necessaria per l’assegno agli invalidi parziali. Si torna al 74%.
È un risultato che premia l’azione di queste settimane: interlocuzioni, contatti politici, documenti tecnici e di proposta, comunicazione, sensibilizzazione e mobilitazione di una base estremamente diffusa e motivata. Le due Federazioni hanno messo in campo tutte le proprie risorse per contrastare le disposizioni negative contenute nella Manovra.
Notevole la soddisfazione, ora, fra gli organizzatori della Manifestazione. “Un risultato di portata storica – commenta Giovanni Pagano, presidente della FAND – anche considerato il clima politico, le premesse, la campagna mediatica scatenata nei confronti delle persone con disabilità”.
“Una vittoria che è costata molto in termini di impegno, di risorse e di energie che avremmo preferito dedicare ad azioni propositive anziché di difesa. – chiosa Pietro Barbieri, presidente della FISH – Rimane una fortissima preoccupazione per i tagli alle politiche sociali delle Regioni”.
Ed infatti è di ieri sera l’annuncio che i tagli agli enti locali verranno stabiliti secondo la “virtuosità” delle Regioni e le modalità di restrizione verranno definite in Conferenza Stato-Regioni.
Purtroppo la “virtuosità” si basa solo su elementi di bilancio e non di qualità dei servizi ai Cittadini, aspetto di cui nessuno sembra preoccuparsi. Il rischio più immediato è che nelle Regioni più inefficienti i Cittadini finiscano per pagare due volte: prima per l’inefficienza delle risposte, poi per le “sanzioni” dello Stato.
Ottimo il risultato di oggi, ma ora inizia l’impegno per domani.
Per completezza pubblichiamo il testo dell’articolo 10 del Decreto legge 78/2010 (Manovra) che risulta dopo gli emendamenti approvati in Commissione Bilancio del Senato (in corsivo le aggiunte e le modificazioni.
Art. 10
Riduzione della spesa in materia di invalidità
[1. Per le domande presentate dal 1° giugno 2010 la percentuale di invalidità prevista dall’articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 23 novembre 1988, n. 509 è elevata nella misura pari o superiore all’85 per cento.] [ABROGATO]
2. Alle prestazioni di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità nonché alle prestazioni di invalidità a carattere previdenziale erogate dall’I.N.P.S. si applicano, limitatamente alle risultanze degli accertamenti di natura medico legale, le disposizioni dell’articolo 9 del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 e dell’articolo 55, comma 5, della legge 9 marzo 1989, n. 88.
3. Fermo quanto previsto dal codice penale, agli esercenti una professione sanitaria che intenzionalmente attestano falsamente uno stato di malattia o di handicap, cui consegua il pagamento di trattamenti economici di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità successivamente revocati ai sensi dell’articolo 5, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n. 698 per accertata insussistenza dei prescritti requisiti sanitari, si applicano le disposizioni di cui al comma 1 dell’articolo 55-quinquies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni. Nei casi di cui al presente comma il medico, ferme la responsabilità penale e disciplinare e le relative sanzioni, è obbligato a risarcire il danno patrimoniale, pari al compenso corrisposto a titolo di trattamenti economici di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità nei periodi per i quali sia accertato il godimento da parte del relativo beneficiario, nonché il danno all’immagine subiti dall’amministrazione. Gli organi competenti alla revoca sono tenuti ad inviare copia del provvedimento alla Corte dei conti per eventuali azioni di responsabilità. Sono altresì estese le sanzioni disciplinari di cui al comma 3 dell’articolo 55-quinquies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni.
4. Al fine di proseguire anche per gli anni 2011 e 2012 nel potenziamento dei programmi di verifica del possesso dei requisiti per i percettori di prestazioni di invalidità civile nel contesto della complessiva revisione delle procedure in materia stabilita dall’articolo 20 del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, al comma 2 dello stesso articolo 20 l’ultimo periodo è così modificato: “Per il triennio 2010-2012 l’INPS effettua, con le risorse umane e finanziarie previste a legislazione vigente, in via aggiuntiva all’ordinaria attività di accertamento della permanenza dei requisiti sanitari e reddituali, un programma di 100.000 verifiche per l’anno 2010 e di 250.000 verifiche annue per ciascuno degli anni 2011 e 2012 nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile.”
4-bis. Nell’ambito dei piani straordinari di accertamenti di verifica nei confronti dei titolari di trattamenti economici di invalidità civile previsti dalle vigenti leggi, l’INPS è autorizzato, d’intesa con le regioni, ad avvalersi delle Commissioni mediche delle Aziende sanitarie locali, nella composizione integrata da un medico INPS, quale componente effettivo ai sensi dell’articolo 20 del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito dalla legge 3 agosto 2009, n. 102
5. La sussistenza della condizione di alunno in situazione di handicap di cui all’articolo 3, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, è accertata dalle Aziende Sanitarie, mediante appositi accertamenti collegiali da effettuarsi in conformità a quanto previsto dagli articoli 12 e 13 della medesima legge. Nel verbale che accerta la sussistenza della situazione di handicap, deve essere indicata la patologia stabilizzata o progressiva e specificato l’eventuale carattere di gravità, in presenza dei presupposti previsti dall’art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. A tal fine il collegio deve tener conto delle classificazioni internazionali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. I componenti del collegio che accerta la sussistenza della condizione di handicap sono responsabili di ogni eventuale danno erariale per il mancato rispetto di quanto previsto dall’articolo 3, commi 1 e 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. I soggetti di cui all’articolo 12, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (GLH), in sede di formulazione del piano educativo individualizzato, elaborano proposte relative all’individuazione delle risorse necessarie, ivi compresa l’indicazione del numero delle ore di sostegno, che devono essere esclusivamente finalizzate all’educazione e all’istruzione, restando a carico degli altri soggetti istituzionali la fornitura delle altre risorse professionali e materiali necessarie per l’integrazione e l’assistenza dell’alunno disabile richieste dal piano educativo individualizzato.
Leggi anche:
Il Ministro dell’economia accusa le Regioni, addossando loro la responsabilità di aver fatto esplodere la spesa per le pensioni di invalidità civile e lo motiva – strumentalmente – con la cervellotica ed indimostrata correlazione con la riforma del Titolo V della Costituzione. In modo scriteriato le Regioni avrebbero approfittato della redistribuzione delle competenze per far spendere allo Stato una valanga di miliardi a favore dei “falsi invalidi”.

Silenzio da parte delle Regioni: non osano, per ora, replicare che dal 2001 le loro competenze in materia di invalidità, con buona pace del federalismo, si siano ristrette (a favore di INPS) fino a diventare meramente ancillari di un procedimento imposto da Roma, anzi, proprio dal Ministero dell’economia.

Per sapere come fare cliccate sul sito della FISH
La prosa e gli eccessi del Ministro sono, ancora una volta, funzionali a distrarre l’attenzione da altro. Nelle stesse ore la Commissione Bilancio del Senato sta approvando l’emendamento di Tremonti che, contro ogni ragionevolezza, colpisce durissimamente le persone con disabilità.
L’emendamento del Governo, ancora sottovalutato da moltissimi analisti, crea una disparità, di dubbia costituzionalità e di incerto buonsenso, fra gli invalidi civili parziali: chi ha la “fortuna” di essere affetto da una patologia singola per la quale è prevista una invalidità del 75%, avrà l’assegno anche se non raggiunge l’85% di invalidità. Chi è colpito, invece, da due patologie o menomazioni, la cui somma dà l’80%, non ha diritto a nulla.
Ma ancora più grave è la modificazione dei criteri per l’indennità di accompagnamento. La nuova definizione medico-legale, particolarmente restrittiva, consentirà l’accesso a quella provvidenza praticamente solo alle persone in stato vegetativo, o poco più.
L’indennità sarà concessa solo a chi non è in grado di svolgere “il complesso degli atti elementari” della quotidianità: mangiare, bere, vestirsi, andare al bagno. Oppure a chi è immobilizzato.
Questo criterio crea una disperata schiera di nuovi esclusi: persone con sindrome di Down, persone che deambulano a fatica e tra mille difficoltà (amputati, poliomielitici), persone che riescono a guidare con adattamenti, probabilmente persone che lavorano, persone che riescono a vestirsi o a mangiare, ma che magari non sanno dove sono, chi sono, dove vanno. A compensare queste “accettabili autonomie”, dice la relazione all’emendamento, ci sono gli ausili e gli interventi dei “servizi integrati, previsti pressoché ovunque da norme attuative specifiche”.
“Si tratta della peggiore aggressione nella storia repubblicana alle politiche sociali di inclusione delle persone con disabilità – rimarca Pietro Barbieri, presidente della FISH – Siamo fuori da ogni garanzia costituzionale.” “Non staremo a guardare – incalza Giovanni Pagano, presidente della FAND – Saremo in piazza il 7 luglio per far sentire ancora una volta la nostra voce.”
Ed è infatti confermata per il 7 luglio (in piazza Monte Citorio a Roma dalle ore 10) la Manifestazione unitaria indetta da FAND e FISH - le due Federazioni che raggruppano le maggiori e più significative associazioni italiane di persone con disabilità e dei loro familiari.
1 luglio 2010
Il Presidente Fish Pietro Vittorio Barbieri
Il Presidente Fand Giovanni Pagano
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Leggi anche...
Abrogato il c.1 art.10 della manovra finanziaria che prevedeva l'innalzamento della percntuale di invalidità da 74% a 85%. Leggi il comunicato ufficiale della FISH..
La mobilitazione delle associazioni delle persone con disabilità sta producendo un risultato di notevole rilievo: il Presidente della Commissione Bilancio del Senato, Antonio Azzollini, e relatore degli emendamenti di Maggioranza, ha annunciato l’abrogazione del primo comma dell’articolo 10 del Decreto Legge 78/2010.
Quel passaggio della Manovra prevedeva l’innalzamento della percentuale di invalidità (da 74 a 85%) ai fini della concessione dell’assegno mensile agli invalidi civili parziali (256,67 euro mensili).
Vengono sostanzialmente accolte le motivazioni espresse, in modo circostanziato, da FAND e FISH in queste settimane: si trattava di una misura del tutto ininfluente per il contenimento della spesa pubblica (30 milioni di euro di risparmio) e che colpiva i “veri invalidi”, privi di reddito e disoccupati, creando sperequazioni e discriminazioni.
Nonostante questo successo, FAND e FISH - le due Federazioni che raggruppano le maggiori e più significative associazioni italiane di persone con disabilità e dei loro familiari - proseguono nella loro mobilitazione, pur sospendendo la manifestazione unitaria prevista per il primo luglio prossimo.
L’attenzione e la vigilanza civica delle due Federazioni sono ora più concentrate sui tagli alla spesa sociale (878 milioni in meno di trasferimenti alle Regioni per la sola assistenza) che porteranno ad un’ulteriore stagnazione delle politiche sociali a favore delle persone non autosufficienti.
Va evidenziato che, dopo l’annuncio dell’abrogazione del comma 1 dell’articolo 10, rimangono nell’immaginario comune i disastrosi effetti della campagna mediatica, funzionale alla Manovra, che ha mescolato ai proclami contro il fenomeno delle “false invalidità” lo stigma, non sempre latente, nei confronti delle persone con disabilità vera. Sono danni su cui le Federazioni dovranno impegnare risorse ed energie in termini di comunicazione e sensibilizzazione: iniziare daccapo quello che da anni tentano di comunicare.
25 giugno 2010
Il Presidente Fish Pietro Vittorio Barbieri
Il Presidente Fand Giovanni Pagano
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Comunicato stampa FISH FAND del15 giugno 2010
Disabili e manovra: mobilitazione unitaria
Le organizzazioni della persone con disabilità unite in piazza contro la Manovra correttiva. Unite anche nella presentazione di emendamenti al Decreto legge all’esame del Parlamento
Ci sarà una mobilitazione unitaria: lo hanno deliberato le segreterie di FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con disabilità) e FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), le due Federazioni che raggruppano le maggiori e più significative associazioni italiane di persone con disabilità e dei loro familiari.
A cementare l’unione delle due Federazioni sono le comuni negative considerazioni rispetto ai contenuti e alla logica della Manovra correttiva, ma anche l’unanime preoccupazione per lo stigma che una campagna mediatica ha subdolamente diffuso nel Paese, equiparando brutalmente i “falsi invalidi” alla persone con reali e drammatici problemi di disabilità.
In questa azione comune - che si può considerare “storica” - FAND e FISH stanno per presentare formali emendamenti all’articolo della Manovra che riguarda le persone con disabilità.
Primo obiettivo: abrogare la disposizione che innalza la percentuale di invalidità (da 74 a 85%) ai fini della concessione dell’assegno mensile agli invalidi civili parziali (256,67 euro mensili). Una misura del tutto ininfluente per il contenimento della spesa pubblica (30 milioni di euro di risparmio) e che colpisce i “veri invalidi”, privi di reddito e disoccupati
Ma FAND e FISH entrano anche nel merito del piano di verifiche sulle invalidità (500mila controlli in tre anni) proponendo soluzioni concrete per aumentarne l’efficacia e suggerendo l’adozione di misure antielusive sulle agevolazioni fiscali riservate ai veri invalidi.
Comuni a FAND e FISH sono pure il rammarico e la delusione nel rilevare che l’attenzione politica al “mondo della disabilità” è limitata al contenimento della spesa e non piuttosto al consolidamento di politiche sociali per la non autosufficienza - il cui carico è sulle spalle delle famiglie - e per l’inclusione sociale.
La mobilitazione culminerà con una manifestazione nazionale a Roma nella mattinata del 1 luglio prossimo. Le indicazioni pratiche saranno oggetto di un successivo comunicato.
Ma una “prova generale” ci sarà anche lunedì 21 giugno, data in cui l’AISLA (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) ha promosso una manifestazione per chiedere l’approvazione – che si attende da due anni - dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e l’aggiornamento del Nomenclatore Tariffario delle Protesi e degli Ausili, istanze imprescindibilmente legate alla qualità della vita, e talvolta delle stessa sopravvivenza, delle persone con grave disabilità. All’iniziativa, a riprova di quanto siano sentiti questi bisogni, hanno già aderito una moltitudine di sigle e di organizzazioni.
Roma 15 giugno 2010
Il Presidente Fish Pietro Vittorio Barbieri
Il Presidente Fand Giovanni Pagano
[03 luglio 2010]
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